Pittura

Chi ha ammirato il Vidoni provocatore e burlone, quello dei falsi reportage fotografici, il creatore dell’universo immaginario di Santa Bladina (una santa, un intero paese, un gustoso patrimonio narrativo-devozionale), chi ha scoperto in lui l’alter ego di Romolo Fabbri, mai nato pittore futurista del Ventennio, ma anche un’artista tutto differente, meno scanzonato, proiettato soprattutto nel mondo della fantasia, nella dimensione onirica, ove l’ammirazione per narratori immaginifici come Lovecraft o Buzzati o quella per pittori magicamente erotici come Labisse, non è mai citazione, ma dialogo intertestuale e, come scrive il critico Giovanni Guerzoni nel catalogo della mostra, ricreazione nel doppio significato di ri-creare (partendo da un esistente condiviso) e di passatempo giocoso, di esperienza ludica. Ludica, eppur di serissimo impegno.