Bruno Vidoni Walker Reportage

FOTOGRAFIA

Dal Reportage alla metafisica.

PITTURA

Destrutturare per creare.

SCRITTI

Pensieri notturni.

STORIOGRAFIA

Di Cento ed altri ancora.

CASA VIDONI

Grazie all’intuizione della moglie, Marina Ferriani, dalla casa che é stato il laboratorio di Bruno Vidoni, nasce Casa Vidoni.
Perché questo luogo e le sue opere possano vivere in eterno dando giusta luce a Bruno.

Su di me

Dietro ogni persona, c'è una grande storia. 

Nato e vissuto a Cento, viene ricordato principalmente per il falso reportage fotografico realizzato nel 1973 con lo pseudonimo di Roger Walker.
Il "finto" reportage, ambientato nelle strade di Cento e Pieve di Cento, documentava gli scontri tra esercito inglese, cattolici e protestanti nell'Irlanda del Nord. Nonostante nelle fotografie fossero inseriti tutti gli elementi utili a svelarne la dichiarata impostura, venne preso per vero e pubblicato con grande enfasi dalla rivista Il Diaframma. Vidoni con questa provocazione artistica intendeva dimostrare che «la fotografia è sempre un falso».
L'artista centese sosteneva infatti che la fotografia di guerra non avesse più alcun valore documentario ma che, anzi, creasse solo malsana fascinazione.
Il dibattito che ne seguì, che si protrasse per mesi, proiettò Vidoni nella storia della fotografia italiana.
Dopo la formazione artistica al Liceo Artistico Venturi di Modena, Vidoni divenne insegnante di materie artistiche alle scuole medie, rimanendo in servizio attivo fino al 1982. La sua attività non si limitò alla fotografia, che fu un elemento fondamentale della sua estetica e della sua opera di falsario e trickster.
Fu anche pittore, grafico, incisore, gallerista, critico d'arte e storico, riuscendo a mescolare una grande varietà di tecniche e generi, lasciando una grande quantità di opere. 
La figura di Bruno Vidoni è oggi al centro di un complesso progetto di valorizzazione: nel periodo 2011-2013 il Comune di Cento e il Centro Etnografico Ferrarese (ente del comune di Ferrara con cui l'artista collaborò a partire dagli anni settanta) operarono un primo approfondimento critico all'attività artistica di Vidoni. A partire dal 2015, su impulso di Marina Ferriani, vedova dell'artista, e con la supervisione scientifica del Centro Etnografico Ferrarese, è iniziato il riordino e lo studio sistematico dell'archivio dell'artista, i cui risultati sono stati socializzati in numerose pubblicazioni tematiche e mostre in Italia e in Francia.