Arianna

 

Nel 1984 Vidoni propose al Centro Etnografico Ferrarese, istituto col quale collaborava dal 1973, un ulteriore “falso” reportage intitolato Il filo di Arianna, che aveva per protagonista una terrorista operante nel contesto mediorientale. Progettandolo come si trattasse di un dossier dei servizi segreti, Vidoni costruì un fascicolo contenente le foto segnaletiche dei membri della cellula eversiva, i loro spostamenti (notevoli le immagini dell’arrivo in aereoporto), una sequenza fotografica dove la terrorista Arianna era impegnata in una compravendita illegale di armi, con tanto di cattura e uccisione di una spia. Ancora, compaiono nel dossier i piani operativi del gruppo terroristico e alcuni scatti di rivendicazione degli attentati. 

Il clima sociale di quegli anni, segnati da reali terribili vicende terroristiche, ne sconsigliò però l’esposizione e la pubblicazione. Il filo di Arianna venne chiuso in un cassetto e solo nel 2011, a dieci anni dalla morte dell’autore, trovò parziale esposizione all’interno di una ampia retrospettiva dedicata all’artista centese (Le inattendibilità del vero, Rocca di Cento) . Uno studio più approfondito di questo materiale risale invece al 2018, allorché fu esposto a Bologna in una retrospettiva che la  rivista “Witness Journal” dedicò ai finti fotoreportage dell’artista centese. 

Bruno Vidoni, Senza titolo, dalla serie “Il filo di Arianna”, 1984 (Archivi Casa Vidoni)

Bruno Vidoni, Senza titolo, dalla serie “Il filo di Arianna”, 1984 (Archivi Casa Vidoni)

Bruno Vidoni, Senza titolo, dalla serie “Il filo di Arianna”, 1984 (Archivi Casa Vidoni)

Bruno Vidoni, Senza titolo, dalla serie “Il filo di Arianna”, 1984 (Archivi Casa Vidoni)

Bruno Vidoni, Senza titolo, dalla serie “Il filo di Arianna”, 1984 (Archivi Casa Vidoni)